giovedì 6 dicembre 2007

La veramente vera verità su Adolph Hitler

Di questo film hanno detto che pecca di incertezza. Che cosa vuol essere? Vuole essere moralista? vuole essere divertente?
Secondo me vuole raccontare una storia, e lo fa attraverso un certo umorismo yiddish.
Il tema è pesante, ma il suo svolgimento ha una certa leggerezza, e i personaggi emergono subito, con spontaneità. Ha inquadrature molto belle, con una scelta dei tagli ricercata e fotografica. Molta cura per i particolari nella ricostruzione degli interni, e una divertente messa in scena dei background evidentemente finti. Adorabili desaturazioni e dominanti cromatiche, geniali sfocatura in camera ad alternare i soggetti dei dialoghi. Tutto esposto. Bello bello.
Lascia una certa malinconia, e un un incerto messaggio sulla comprensione tra esseri umani.
Bohf.
Sti critici, ma che cazzo vanno cercando.
Ho visto invece factory girl e non ho capito se mi sia piaciuto o no..ero troppo presa da una sete di informazioni che mi ha impedita in altre forme di comprensione. Troppo coinvolta. E poi chi era il cantante motociclista?

mercoledì 5 dicembre 2007

prenda e oro

Non potho reposare amore e coro pensende a tie soe donzi momentu. No istes in tristura prenda e oro né in dispiacere o pessamentu. T'assicuro ch'a tie solu bramo, ca t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo. Amore meu prenda de istimare s'affettu meu a tie solu est dau; s'are iuttu sas alas a bolare, milli bortas a s'ora ippo bolau; pro benner nessi pro ti saludare, s'attera cosa non a t'abbissare. Si m'esseret possibile d'anghelu d'ispiritu invisibile piccabosas formas; che furabo dae chelu su sole e sos isteddos e formabo unu mundu bellissimu pro tene, pro poder dispensare cada bene.

mercoledì 28 novembre 2007

Bahamut e Antonio sso cuggini!

Antonio Rezza a teatro, ieri sera.
Riflettevo che se ormai non vado alla prima e non entro gratis non sono contenta.
Mi si sta viziando signori, non c'è dubbio.
Ma grazie a dio questa stagione di vippismo volge al termine, dato che i pezzenti con le frequentazioni più high class che io conosca sembrerebbero, non che io abbia ricevuto chiarimenti in merito, non volermi più nel loro gruppo di lavoro. Evviva. Sono grande. Ho tagliato la testa al padre, direbbe Pasolini.
Ma si parlava di Bahamut.
Sempre più non-sense e sempre meno narrazione. Il pubblico si sganascia. Dialoga col palco.
In mezzo al pubblico attori, registi, e Ghezzi. Sicuramente l'uomo più sexy in sala.
Ho trovato questo spettacolo meno irridente, meno politico, meno nudo, e meno forte.
Rispetto a fotofinish, che però ho visto almeno tre volte e credo sia davvero un capolavoro assoluto.
Probabilmente il 6 Dicembre, dopo lo spettacolo, ci sarà la partecipazione di Antonio Rezza al reading del Simposio, a san Lorenzo, perchè è uscito il suo nuovo libro, per la bompiani.
Il libro è stato lanciato tra il pubblico.
Che cazzo, mai una volta che io mi trovi tra le prime file! mannaggia mannaggia.

martedì 27 novembre 2007

a me mi piace

Guglielmo ha un reggipetto che se lo mette spesso nel cuore della notte come se fosse adesso.Adesso che Gesù ha un clan di menestrelli che parte dai blue jeans e arriva a Zeffirelli e tu mi vieni a dire che adesso vuoi morire per amore.Ho un nano nel cervello, un ictus cerebrale, bagni di candeggina, voglio sentirmi uguale uguale a un gatto rosa per essere sporcato e raccontare a tutti che sono immacolato e tu mi vieni a dire che adesso vuoi morire per amore.A me mi piace vivere alla grande già girare tra le favole in mutande ma il principe dormiva, la strega si è arrabbiata e nei tuoi occhi verdi quella lacrima è spuntata. A me mi piace vivere alla grande già girare tra le favole in mutande ma il principe dormiva, la strega si è arrabbiata e nei tuoi occhi verdi quella lacrima è spuntata. E il padre di mia moglie mi aveva sempre detto portala dove vuoi ma non portarla a letto, a letto dove dormo, dove se posso sogno, dove non so capire se ho voglia o se ho bisogno e tu mi vieni a dire che adesso vuoi morire per amore ! A me mi piace vivere alla grande giàgirare tra le favole in mutande ma il principe dormiva, la strega si è arrabbiata e nei tuoi occhi verdi quella lacrima è spuntata. A me mi piace vivere alla grande già girare tra le favole in mutande ma il principe dormiva, la strega si è arrabbiata e nei tuoi occhi verdi quella lacrima è spuntata.

venerdì 23 novembre 2007

Tideland

Così hanno detto su linus che Terry Gilliam ci ha fatto aspettare due anni per montare sto film e che a finale era una cacata. La solita pacchianata di storia fanta-horror favolesca.
Ma a me è piaciuto. Riconosco che forse il doppiaggio ricade nella categoria fanta-horror, ma per il resto il film melo sono goduto.
E soprattutto, qualcuno mi spiegasse perchè questi cazzo di critici a cui non piace il genere si vanno a vedere film che già sanno li schiferanno.
Forse perchè come dice Anton Egò (ratatouille) è molto più facile e divertente scrivere critiche negative. Uno ci fa sempre una figura di lui si che a capito e gli altri, poveri stronzi. O stolti.
E vabè.
Io come al solito vado al cinema senza essere preparata. A volte scelgo per il titolo. A volte, più spesso scelgono per me. Fattostà che nessuna reale informazione cinematografica entra a casa mia, senza invito. Di solito vado a frugare Trovacinema, che è molto aggiornato.
Tideland è vietato ai minori di 14 anni. Forse non piace troppo ai censori l'associazione bambine siringhe. Eppure io meditavo di farmi le pere già da quando avevo nove anni. Mi mettevo anche un pò di ombretto verde sulle guance, per sapere come fossi diventata quando a 14 avessi iniziato. Poi non ho iniziato. Perciò chi avesse figlie e figli temerosi e con la testolina sveglia celi potrebbe anche portare, a mio parere.
Oh.. Il film è divertente e disimpegnato.
Volendo potrei incazzarmi perchè è disimpegnato.
Eppure, le immagini sono talmente belle. Hanno il sapore di una certa fotografia antiquata, con inquadrature strette e x-process che davvero affascina.
L'unico motivo di rosicamento è non arrivare mai a vedere la terra dei vichinghi...
Vorrei poi dire un'ultima cosa
che non c'entra nulla
ma non mi va di dedicarle un post
Diliberto, Giordano
mi fate cacare.
possibile possibile che nella vostra finanziaria
la vostra sinistra radicale
abbia votato in massa
per il riarmo per i prossimi 5 anni (un sacco di soldi!) e il rifinanziamento dei cpt?
Vietati ai minori di 14 anni.

mercoledì 21 novembre 2007

Ian Curtis su pellicola

Ieri, stavo al concerto dei Klaxons, e la mia amica mi fa " In italia hanno deciso di non comprare il film sui Joy division"...
Ma perchè dico io..
Chi c'è più bello, anzi, bello di fama e di sventura più di lui?
Il film è stato poi recensito ultrapositivamente, in questo modo ad esempio:
"Applausi al Festival di Cannes per la prima mondiale di Control, il film di debutto del fotografo Anton Corbijn dedicato ai Joy Divisione a Ian Curtis, il loro cantante morto suicida nel 1980. La pellicola del fotografo olandese, autore di alcuni degli scatti più significativi di tutta la storia rock (come la copertina di The Joshua Treedegli U2), è stata presentata all’interno della sezione Quinzaine des Realisateurs e ha buone possibilità di aggiudicarsi la Camera d’Or, il premio riservato alla miglior opera prima. "
Sarà vero? Sarà notizia falsa e tendenziosa funzionale a creare aspettative nelle giovini donzelle nate a cavallo degli ottanta come me?
Inserisco una foto tendenziosa come le notizie, al solo scopo di mostrare che occhi aveva il mio eroe in bianco e nero, ancorchè pixelati nell'immagine da me scelta!

giovedì 15 novembre 2007

mh...che ho da dire in merito.
smettete di mangiare il manzo e preservate le foreste del brasile e dell'uruguay!
baci grandi

Something about men

Mi pare normale che le donne considerino gli uomini una razza distinta a metà tra i cani da compagnia e gli esseri umani.
Esistono uomini creativi. Esistono uomini divertenti. Esistono uomini generosi. Esistono uomini indipendenti. Esistono uomini sinceri.
Mai è stato possibile però rinvenire traccia di due di questi aggettivi in un solo essere umano di sesso maschile. Di solito si verifica invece l'opposto, ovvero che alla presenza di una di queste qualità ci siano dei baratri di meno meno agli altri posti.
Sono alla ricerca di un uomo olistico.
Ad esempio uno che sappia insieme parlare e chiedere scusa.
Buonanotte dolci donne olistiche della mia vita.
Solo a voi. Vi siete ricordate di dargli da mangiare e portarlo a pisciare?
Allora dormite serene.

lunedì 12 novembre 2007

Caffè e mirtilli blu

mi dice "sai che c'è? io ho sempre fatto casino col cibo"... è un bel modo per dirlo, penso. Per quel che mi riguarda ho sempre fatto molto molto casino col cibo. Perchè il cibo è una specie di equazione il cui risultato fa a volte parte del reale a volte dell'irreale, ma è sempre amore. Amore. Così io la guardo. I suoi occhi grandi somigliano a due uova in padella, e sulla sua pelle qualunque cibo potrebbe trovare il giusto punto di cottura in meno di 40 secondi. I suoi occhi sono uova cotte al sole del deserto. Quando ci cacciano dal bar alle due di notte, e lei è andata via dicendo ci sentiamo presto, ti faccio uno squillo quando torno a casa, io mi ritrovo solo. Ho come l'impressione di una rivelazione. Ho come l'impressione che nel suo casino e nel suo cibo ci sia la chiave. Voglio stare lì fra il suo cibo e il suo casino, tra il sale sparso e il basilico sul davanzale. Voglio stare lì, nel suo cuore, accanto al barattolo di Yogurt scaduto da 5 giorni e il cespo d'insalata. Aveva detto anche "io non vorrei finire così". Quella mattina una vecchia del suo palazzo era stata portata via dagli infermieri. La croce verde che le recapitava le medicine a casa il giovedì, aveva avuto un singolare incidente con la signora in questione. "Si, insomma quelli sono saliti, e pare che insieme al caffè che gli offriva sempre abbia propinato agli infermieri anche dei biscotti fatti da lei. Il problema è che nei biscotti la vecchia ci ha messo..bè ci ha messo palline di coniglio.." "come palline di coniglio? che vuol dire?" "si..insomma cacca di coniglio..la signora ha un coniglio nero da compagnia e invece di gocce di cioccolato ci ha messo cacca di coniglio!...o insomma...questo è quello che ha detto la portinaia..." Con le dita rincorreva un pistacchio sul tavolo, e guardava in basso. Presi la sua manina e mela portai alla bocca. Un piccolo bacio sulla punta delle dita salate. Un piccolo bacio per scacciare la paura della solitudine e della follia. Mancavano pochi giorni al suo compleanno. Avrei preparato per lei un dolce, del tutto speciale. Così quella notte non mi addormentai subito, ma ad un certo punto mi dovetti alzare a scrivere un piano di battaglia: Domenica: porta portese, mixer elettrico Lunedì: mercato, mirtilli blu, marmellata di more, caffè solubile, mandorle poi burro latte farina uova e zucchero. è tutto? no. Chiamare mamma. Mi addormentai sognando me stesso nudo con un cappello da cuoco in testa invece che in mutande alla scrivania. Il pomeriggio di lunedì tutto era pronto. iniziai col preparare la pasta della crostata. Che poi si fa così: Si mescolano tutti gli ingredienti insieme col mixer elettrico, iniziando dallo zucchero con il burro un pò ammorbidito, io il mio lo misi un pò sul davanzale sotto il sole, poi l'uovo e la scorza grattugiata di un limone. Cazzo, e io il limone non l'avevo comprato. Mi misi a frugare dentro il frigo, dentro la dispensa, alla ricerca di un limone anche mezzo ammuffito, anche mezzo limone. No. Non l'ombra. Citofonare ai vicini? non sene parla. Ogni volta, in queste situazioni, associo la mia timidezza alla pubblicità di axe, quand'ero bambino c'era l'uomo che non deve chiedere mai. Rassicurante. In quell'istante, bloccato come un coglione davanti al frigo, con la grattugia in mano presi a grattarmi lievemente le unghie sulla superficie in cerca di una soluzione. E lì fu facile..mi guardai le mani e decisi che nella torta avrei grattugiato le mie unghie al posto del limone. Ma dovevo polverizzarle. Il mixer era occupato, presi il minipimer. mi tagliai le unghie una ad una e le polverizzai frullando al massimo della velocità. Una polvere bianca e sottile, ma poca. Non bastava ancora. Chiuso nel cesso, mi frugavo la testa, alla ricerca di una ciocca abbastanza liscia, abbastanza bionda. Calvizie incipiente. Nuca troppo scura. Ma sulle tempie, che lei una volta sola aveva accarezzato con le sue mani di farina, un ricciolo chiaro e perfetto. Con due dita, e con molta cura lo poggiai sul fondo del recipiente e lo frullai in mezzo alla polvere di unghie. Ora quello che avevo somigliava molto alla fecola di patate. Buttai tutto nel mixer. La bella palla di pasta ottenuta la avvolsi nella pellicola, le trovai un posto in frigo, ma questo non è difficile nel mio frigo, e me ne andai a fumare una sigaretta in balcone. Mentre la pasta riposava mi occupai con risolutezza del ripieno. Sciogliere il caffè solubile nel latte bollente. Sciogliere nel caffè solubile e nel latte cinque delle mie lacrime. Sputarci dentro non mi sembrava nè opportuno nè romantico. Quindi mi concentrai. Una sola volta avevo pianto per lei. E non erano lacrime tristi. Era una specie di commozione dovuta ad una insopportabile felicità. Non era successo niente fra me e lei. Nulla che lei avrebbe registrato nel suo diario o raccontato alle amiche, insomma. Ma si era lasciata andare, per circa due minuti aveva abbassato la guardia, e infilato le dita e il naso fra i miei capelli, senza dire nulla nè volere nulla. Tornando a casa non riuscivo a frenarmi e mi colava anche il naso. Nè riuscivo a rintracciare le ragioni delle sue carezze. Ma andava bene così. Lei mi piaceva, lei non mi dava speranze ma mi aveva in qualche modo regalato qualcosa. Le lacrime non si sciolsero subito, ma rimasero sospese sulla superficie unta del caffelatte. Poi si confusero. Misi nel mixer il burro con lo zucchero a sbattere fra loro, spaccai le uova sul bordo e le versai dentro. Nel minipimer misi le mandorle con un pò di farina e dopo averle tritate le unii all'impasto che ancora girava. Aggiunsi le lacrime sciolte nel caffè sciolte nel latte. Il composto era spumoso e fine. Accesi il forno. Adesso c'era solo da mettere la pasta dentro una teglia, e preparare la base che accogliesse il ripieno. Schiacciai la palla di pasta dal centro verso i bordi, cercando di renderla uniforme, e non lasciare bolle d'aria sotto la superficie. Volevo che avesse un bell'aspetto, ma soprattutto che sembrasse insospettabile. I mirtilli andavano lavati, e li lasciai sotto l'acqua corrente mentre versavo il ripieno dentro la teglia. Poi uno ad uno li feci affondare nel composto, calcandoli con le dita fino a poterne vedere solo una piccola parte rotonda, calcolando meticolosamente la proporzione fra le distanze. Infornai. Dopo 20 minuti la crostata andava tirata fuori, controllata, e rimessa in forno con della carta argentata sopra. Un segreto di mia madre per non far crepare la crosta. A quel punto mancava solo l'ultimo tocco, una spennellata di marmellata di more. Una spennellata del mio sangue in amore. Chiuso nel cesso, con le stesse forbici di prima e un bicchiere da rosolio mi praticai un foro sull'inguine. Cazzo faceva male. Faceva male come quando lei frenava la mia disinvoltura, o come quando mi salutava ripartendo sul suo motorino. O forse un pò di più. Comunque sia il sangue sprizzava, e non fu difficile riempire il fondo del bicchiere. Con le mutande macchiate e incerottato alla meglio tornai in cucina. A parte il fatto che non mi ero procurato nessun tipo di pennello per spennellare alcunché, il mio gioco era quasi finito. Con due dita e con il sangue scrissi il suo nome in una direzione. Tre lettere. Eva. Nella direzione opposta scrissi il mio, che non ci entrava tutto. Andai a capo. "Che cacata", mi venne da pensare. "Mi rovina tutto il simbolismo". Poi con il dorso di un cucchiaio spalmai sopra anche un pò di marmellata di more, come zuccherosa copertura alla mia colpevolezza. Abbandonai la mia creatura sotto il cestino del pane rovesciato e mene andai a dormire. Dormii per 14 ore, senza interruzione. Sognai di nuovo me stesso col cappello da cuoco, ma immerso in una distesa di marmellata di more, che si faceva fatica a restare a galla. L'unico altro essere oltre a me, una lontra disinvolta che se ne stava comodamente sul dorso e mi guardava, incrociando le zampe sulla pancia. Mi svegliai prima che mi rivolgesse parola. Martedì mattina salii le scale del suo palazzo, ripensando alla figura da minchione che avevo fatto la prima volta che mi portò a casa sua. "ma che bel vano scale" dissi. "Ma che bel vano scale". Si girò a guardarmi con un misto di sorpresa e di pietà sulla faccia e poi prese a salire senza commentare. Qualche ora dopo mi resi conto di quanto quello fosse stato un momento decisivo. Sul bel vano scale mi ero suicidato. A saperlo prima avrei detto "ma che bello il tuo culo quando sali le scale". O forse non avrei detto nulla. Comunque nulla sul vano scale. Mi accolse calorosa, e ancora in pigiama. Mi portò in cucina. Non aveva fatto colazione e mise su un caffè. Sembrava felice nella mattina del suo 25esimo compleanno. Io aspettavo solo che aprisse la torta. Aspettavo nella sua sorpresa e nella sua gratitudine una ricompensa per la mia maestria e un appagamento alla mia sofferenza inguinale. Faticavo a restare seduto. Scartocciò la crostata e spalancò gli occhi. Poi si strinse nelle spalle e mi guardò un pò più sorridente. Tolse il caffè dal fuoco e prese un coltello e due tazzine dallo scolapiatti. Tagliò due fette. Io ingoiavo la mia saliva sperando d'essere silenzioso. Primo morso. Sollevò i suoi grandi occhi e meli posò addosso. E disse solo "Non pensavo che tu fossi così".

giovedì 27 settembre 2007

NOT ALLOWED

NO. NON TI è PERMESSO LEGGERE QUESTO BLOG PERCHè è DISPERANTE.
PERCIò CESSA.

mercoledì 12 settembre 2007

Tutti in Messico!

http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/scompare-peyote/scompare-peyote/scompare-peyote.html Lo so che è una stronzata, e che non melo sarei mai pigliato perchè non cresce nel parchetto sotto casa e io sono assai pigra...ma mi rattrista tanto! io amo tutti gli scrittori e i musicisti dediti alla mescalina e amo le foto dei beatles optical e scattate da avedon. Amo il misticismo di certi tossici, e amo gli occidentali affamati di sogni che fingono di inserirsi nei percorsi culturali altrui e averne gran giovamento spirituale... Saudade.. cià Helly belly

venerdì 7 settembre 2007

traby trabs a Cagliari

Non vorrei dir nulla ma...guardate come sono belli e super super fescion Stata a sentire questi meravigliosi ragazzuoli sulla playa calariensis (?maybe?) l'altra sera. Suonano bene. Io non ascolto quasi nulla, perchè quasi tutto mi annoia, mi disgusta o mi dà fastidio. Lou Reed per il mio cuore e pochi altri per stagione. Ma i Trabant hanno un suono veramente sexi, potente, struggente e anche quel tanto rabbioso ed elettronico che basta. Ciò che più mi (vi?) diverte di ogni genere dai '60 agli ultimi '90 è stato rubato, amalgamato et sparacchiato. Molto gusto la versione live e molto felice di avere il disco. Sulla spiaggia faceva molto freddo. Altri avvenimenti della giornata di ieri: 1) Mi hanno bucato la testolina, estratto delle cose (credo fiori e stelline..si, fiori e stelline), e rappezzata con un filo di seta numero tre. Mi sento molto strana, ma aspetto con gioia di togliere il cerotto -che sembra un bollino di qualità ciquita- per poter rimirare con avidità la mia cicatrice fresca. E scattarmi qualche foto. 2)Ho assistito con allegra combriccola a jam session dentro casotto dei cessi pubblici in spiaggia. Qualcosa dentro di me si contorceva dalle risate. Quando qualcosa di simile succede a CA invece di far sembrare migliore la città di CA fa sembrare un branco di minchioni quelli che hanno fatto le stesse cose nelle città di londra e berlino o ny. Però è stato commovente vedere Giovanni urlare come animale. 3)Cornetto notturno con altre 11 persone. Piacevole la sensazione di spostarsi in gruppo. Sconosciuta per me che non giro mai in più di 3, e volentieri l'avrei tenuta per sempre. Sensazione di amore e euforia.

giovedì 26 luglio 2007

V-DAY

Iscriviti al Vaffanculo Day Niente di personale. Non adoro Grillo. E in generale mi stanno sulle palle i capopopolo, ma sono d'accordo punto per punto (sono solo tre d'altra parte!) Io ci sarò, siateci.

martedì 24 luglio 2007

Non scrivo da quasi tre mesi. Sono stati tre mesi pesissimi. E' successo di tutto.
fino a settembre lavorerò anora in biblioteca, e per il momento sto facendo un apprendistato piuttosto violento presso uno studio fotografico.
Una strana forma di anarchia ha preso possesso della mia vita. Le cose entrano ed escono con eccessiva fluidità, e non ho tempo di pensarci. Ho due valige al centro della stanza non sfatte, una risale al primo giugno. E uno zaino pieno di materiale fotografico che prende polvere.
Non faccio ricerca fotografica da un pò. Le uniche foto che ho fatto le ho scattate al mio ragazzo nudo sotto la doccia. Non ho ancora sviluppato il rullo. Ho visto due concerti importanti, i rolling stones a Roma e lou reed a Cagliari. Ho praticamente fatto un solo esame a questa sessione e ho preso un voto capace di abbassarmi la media da 107 a 105,5. Ho letto un libro. Ho fatto due giorni di mare. Un ragazzo polacco si è innamorato di me, senza che io lo volessi. Niente da preoccuparsi, per fortuna è un superfan del dio cattolico, e non mi sono dovuta riparare da aggressioni sessuali. Ora boccheggio ad occhi chiusi in questa stanza torrida, con la pala attaccata al soffitto che spruzza e centrifuga polvere, mentre la mia rinite allergica si aggrava e mi compaiono chiazzette rosse sul corpo nudo. saranno le zanzare?
Fra poco sarò a Berlino. Menomale, perchè odio tutti.
Vorrei non tornare.
Buona estate
D.

venerdì 4 maggio 2007

HO LA FEBBRE!

Ho preso una brillante influenza intestinale!!! mi sto annoiando, venite a trovarmi. Tanto male, Tanti baci D.

martedì 1 maggio 2007

Miei Cari

Avete sentito la mia mancanza?
Questi giorni di festa sono stata impegnata a scrivere un fantastico libello che serva da guida a certi fabbriconi di vestiti tedeschi che verranno a fare le foto per la loro collezione fall-winter wui a Roma, perchè pare che il loro pubblico teutonico consideri i loro vestiti molto italian style...
giudicate voi:
e a fare foto notturne di location...
Sono tutti molto preoccupati che dietro la loro collezione fall-winter si possano riscontrare a Colosseo certi pachistani in maniche corte e pantaloncini che rovinerebbero tutto l'effetto fall-winter...
Così, due giovinotte, affatto esperte, sono uscite a documentare la situazione, deambulando su macchinetta verde non euro 4, ma neanche euro 0, per le vie del centro.
Questo si ripeterà stanotte per Trastevere...
Ho anche avuto il tempo di fre tate belle coccole al mio amore, di vedere con lui bel film molto melodrammatico di Truffaut, Le due inglesi e il continente, una sorta di jule e jim al femminile, e un film di cui non si sentiva niente la macanza:
The Good Shepherd, sulla nascita della Cia negli stati uniti d'ammeriga.
Il film non solo è lento e cincischioso, ma è anche assolutamente irrisoluto. Apre una serie di questioni che non vengono sviluppate e che rimangono sullo sfondo come punti interrogativi. Uno si chiede veramente "ma che ci faccio qui".
Sono capitata in uno di quei cinema così retrò che fa la pausa in mezzo per vendere i poppicorni. Di solito la prendo male, mi acciglio e guardo male la maschera, stavolta ho ringraziato.
Ma il film è insopportabile per tanti altri motivi.
Lo stile:
New York nel 1960 secondo De Niro è una città in cui tutti si servono dallo stesso sarto, e il sarto in questione ha scelto un unico colore per confezionare i propri vestiti: lo stesso identico punto di grigio dei mezzi pubblici, solo lievemente più carico del punto di grigio del cielo.
Non esiste gente comune, nè tantomeno povertà, ma solo collegiali o impiegati, e fondamentalmente colleggiali destinati a diventare impiegati.
C'è un pò di tutto nel film, da momenti rubacchiati alla setta dei poeti estinti, alla setta in mantello porpora alla wide eye shut. Il figlio del protagonista apre la porta di casa e si ritrova in congo, dove ovviamente lo aspetta già il padre.
C'è qualcosa di surreale e anche un pò grottesco nella levigatezza e nella fluidità del...bohf..del mondo rappresentato.
E non perdetevi la pioggia di cavallette e altre subdole cazzate.
I Personaggi:
De Niro ha scelto di fare il capoccia buono, quello che ci crede, di matrice cattolica (dichiarata), e con i piedi che marciscono col tempo narrativo.
A Matt Demon hanno dato il classico ruolo dello sfigato vincente, e non si riesce a capire per tutto il film perchè così tante donne selo vogliano portare a letto.
A.Jolie ha due fasi, entrambe sature di isterismo, la ninfomane post-adolescente e la moglie frustrata, tutte e due poco adatte ad un fisico che rimane pur sempre quello di lara croft. Sotto il vestito da sera pare di intravedere i calzoncini.
Il Figlio. Se ci avessero risparmiato almeno per una volta tutta la storia del figlio che vuole essere degno del padre, cosa che difficilmente smuove i cuori italiati, la nostra pena si sarebbe quantomeno dimezzata.
Turturro è meraviglioso come al solito, e anche un altro personaggio merita la palma della coerenza: Ulisse, la spia venuta dal freddo.
Oggi ho fatto un lungo giro per la città, da villa borghese a piramide. Ho dato uno sguardo alla Gnam, dove c'era la temporanea di Arturo Martini. è stato piacevole.
Buonanotte.

martedì 24 aprile 2007

Berlino. E' giunta l'ora di leggersi la documenta di Kassel...prima che le pagine si sbriciolino

Cari compagne, cari compagni
la vostra compagna cronista sta per essere inviata come relatrice nella gloriosa DDR. Il suo punto d'osservazione sarà la Erich-Weinertstrasse, ma per meglio individuare i nemici del Partito, quelli più pericolosi, i fuoriusciti, attraverserà la cortina di ferro in treno.
Insomma, sono felicissima!
Questa domenica io e il mio ragazzo abbiamo girato la città sulle orme di FotoGrafia (http://www.fotografiafestival.it/ ), la nostra ultima tappa è stata il mezzanino giallo della stazione termini, dove stavano esposte le foto di Nuovi e Nuovissimi topografi.
Dopodichè, tanto per informarci, abbiamo fatto un salto alla biglietteria internazionale.
Erano rimasti 5 biglietti in superoffertona da Roma a Berlino, le tariffe più basse per una estate da supergiovini, insomma, e con un astuto colpo di mano ho convinto il mio ragazzo a comprarli!
Dopo di chè ho richiamato una certa signora toscana, che per fare uno sfregio a tutti i tedeschi che si appollaiano sulla valle del chianti, si è comprata una casa al centro di berlino, vicino al viale delle castagne. La signora in questione avrei dovuta contattarla intorno all'11 aprile, ma aspettavo che il mio ragazzo uscisse dalla catatonia e si decidesse a comprare i biglietti. Ovviamente io avrei voluto partire con la compagnia più lowcost di tutte in aereo, perchè per quanto faccia molto Lawrence, a me di stare 24 ore su un treno non mene dice. Ma lui si è lamentato tanto che ha vinto. In compenso avevo tentato di accollargli questa parte dei preparativi, ma come è ovvio...
Un proverbio russo dice "se vuoi che una cosa sia detta, scegli un uomo. se vuoi che una cosa sia fatta, scegli una donna".
La signora tosca ci ha tenuto un giorno e mezzo sulle spine, e poi ci ha fatto sapere d aver ricevuto "proprio in questi giorni" altre richieste per lo stesso periodo, ma che in qualche modo, se noi fossimo stati lesti a pagare la caparra, ci avrebbe accordato la precedenza.
Litigando con la tecnologia bancaria più avanzata alla mezzanotte di questa notte sono riuscita ad inviare alla sospettosa un vaglia online.
Speriamo bene...Sogno un viale pieno di castagne e una metro dal nome U2 che invita alla partecipazione più spinta!
Detto ciò,
avrei voluto tanto parlarvi delle cose che ho visto al festival internazionale, ma invece elencherò il mio tragitto, perchè sarebbe davvero un post troppo lungo:
-Museo Intrastevere
word press photo;
il 77
-Ara Pacis
i nuovi topografi si scelgono dei nipotini tra i nuovi fotografi (a volte inspiegabilmente..quel tipo che fotografa tapparelle storte merita tanti calci in bocca quanti denti ha);
orrende foto di ex voto
-Termini
alluvione 60 anni fa;
terre di riforma (la puglia..bellissima);
i resti di battaglie famose del risorgimento (credo..sicuramente il mio ragazzo sa di quand'è la battaglia di magenta, ma quando mi scopro così ignorante taccio per non farlo disamorare) oggi;
ex cementifici e reattori nucleari a fotoshop rivelano meraviglie.
Buonanotte

domenica 22 aprile 2007

Oliviero Rainaldi e Pietro Ruffo

qualche giorno fa Ottavio Celestino ( http://www.ottaviocelestino.com/home.htm ), ci ha fatto fare un'incursione dentro il pastificio cerere.
Dalla finestra del bagno e dalla sala computer abbiamo una vista sullo studio di uno scultore, quando la porta è aperta. Questo Scultore è Oliviero Rainaldi. Le sue opere, viste attraverso il filtro della proibizione mi hanno sempre affascinata, e anhe la sua persona..è un tipo a metà tra john fante e pippo baudo (o mio dio l'ho scritto!!!), nel senso che ha quei bei lineamenti abruzzesi decisi alla john fante ma una stazza simile a quella di pippo baudo, con delle ciocche di capelli lunghe incrostate di polvere di marmo, che rimangono siggilate nel loro tuffo all'indietro, e degli occhialini sottili rotondi che fanno proprio parigi 1950. Anche i pantaloni con le piences e la camicia chiara a metà manica fanno 1950.
Per quanto riguarda le sue opere..ecco...avete mai visto qualcosa di imobile compiere gesti impercettibili? sotto il trscorrere delle ombre e delle luci naturali che riempiono lo studio, le sue figure umane, che fanno pensare ai fantasmi, o agli incontri fugaci in cui i lineamenti si perdono, compiono impercettibili rotazioni, piccoli gesti.
Con noi è stato gentile, ci ha accolte (eravamo 5 studentesse della scuola) come se fossimo vicine di casa, con semplicità ma una certa diligenza (insomma ci ha degnate utte della medesima attenzione..), e ci ha regalato un atalogo a testa...Noi celo siamo fatte dedicare (che sceme buffe!!!!)
Pietro Ruffo è invece un giovinotto col barbone scuro e gli occhi limpidi.
Ha uno studio che per metà sembra occupato da scatoloni, per un'altra metà dalle sue opere. Ne usa una, un disegno su una carta auto-portante (piegata in modo da regersi in piedi da sola), come paravento, per isolare la sua scrivania. sull'ingresso poltrone di design fingono di non essersi rifatte il trucco, mezze ciancicate e impolverate.
Bè entriamo e interrompiamo il suo lavoro, ci sediamo sulle poltroncine, e lui, che raccoglie la concentrazione e per un momento sembra tutto inteso nel suo ruolo d'artista. Allora, con alcune incertezze ci parla dei suoi ultimi lavori, ce li fa vedere (d'altra parte la stanza li rigurgita..appesi appoggiati, o avvolti nel millebolle, ci circondano e chiedono attenzione) celi spiega..anzi, per meglio dire si spiega: un pò ci rivela i concetti che ci sono dietro un pò celi nasconde per misurare quanto siano forti le sue capacità comunicative come artista.
Sembra essere molto soddisfatto quando sene dà la lettura corretta.
Parliamo del concetto di rilievo, di scala geografica e antropologica.
Parliamo di alcuni ultimi suoi lavori che riguardano questo tema, uno del 2003 che accosta città prese dal satellite e macro di fiori, uno dediato alla biblioteca mercede (site specific)e quell sulle bandiere.
Ci dice che all'attuale la critica lascia molta libertà all'artista di esprimersi, che l'impotante è il concetto, ma il tratto, lo tile, la riconoscibilità hanno perso molto in valore.
Sembrava stare un pò come davanti ad una platea di intervistandi...
ma è stato comunque il più genuino possibile visto la natura dell'incursione (inaspettata!).
Tra i due artisti lo scarto generazionale è forte, emanano forte della loro epoca, e averli accostati in una mattina lo ha fatto balzare fuori.
Mi sono divertita un pò.
Ciao ciao occhi belli

Giuseppe Celi

Questo dolcissimo (e bravo) pittore mi ospita da oggi con le mie fotine su questa pagina. Andate a vedere i suoi quadri, che sono piacevolissimi, e butate un occhio alle mie fotine... Ciao! www.artecorrente.com/daniela_ionta.html

domenica 15 aprile 2007

Le vite degli altri

L'ispettore Derrik muore di invidia.
Il film è molto molto carino. Il mio è un cuore inaridito è ipercritico, eppure sono state tante le cose che mi hanno commossa durante la visione. Prima di tutto la fotografia. Una qualità dell'immagine che potrei dire nostalgica, e una sottoesposizione continua degli ambienti, dei visi, una sorta di viraggio dei colori, che fa tutto ocra e blu, una granetta talmente suadente..YUM!, che fa pensare appunto all'ispettore Derrik dall'altra parte del muro.
L'ambientazione è quasi borghese, siamo ai piani alti della DDR, tra i privilegiati, tra la gente di successo.
Il film riprende molte questioni, dalla posizione dell'artista sotto un governo mecenate e censore, alle questioni di politica e morale, e ne tratta rifrangendo i punti di vista possibili su ognuno dei personaggi. L'effetto di questa scelta è che ognuno di loro diventa protagonista, e allo stesso tempo l'assenza di uno solo di loro creerebbe una lacuna importante nella tessitura unitaria del discorso e della trama.
Ci sono poi momenti di tensione, momenti di speranza e di tenerezza.
E' uno di quei rari film che chiama alla partecipazione emotiva chi guarda, ma lo fa senza ammiccare, quasi per ovvia aderenza all'umano.
Racconto solo le impressioni, altro non voglio dire, per non sottrarre lo stesso piacere che io ho provato a chi andrà a vederlo.